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Comune di Cupramontana

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GEOLOGIA

L'Italia durante il Pliocene e la maggiore espansione glaciale  
L’ITALIA DURANTE IL PLIOCENE / L’ITALIA DURANTE LA MAGGIORE ESPANSIONE GLACIALE

Il terroir di Cupramontana ricade nel Foglio 117 della carta geologica d’Italia 1:100.000 e 292 della carta 1/50.000 (Progetto CARG).

Da queste carte è possibile riconoscere le principali caratteristiche dei terreni cuprensi e della natura e dell’età delle formazioni geologiche da cui poi si sono formati diversi tipi di suoli.

Per scendere a livello di singola contrada o zona di Cupramontana sono poi disponibili le carte geologiche e geomorfologiche della Regione Marche 1:10.000.

Sarebbe auspicabile in futuro arrivare anche ad una analisi a livello di singolo vigneto/cru ma per fare ciò servono carotaggi e campionature specifiche per rilevare la pedologia e la reale stratificazione dei suoli a livello “puntuale”.

In generale va ricordato come il territorio cuprense fa parte dell’Appennino umbro-marchigiano che essenzialmente è costituito da una serie spessa almeno quattro chilometri di formazioni di rocce sedimentarie di origine marina che si sono iniziate a formare nel lontano periodo del Triassico, circa 250 milioni di anni fa.

A partire dal Miocene, circa 23 milioni di anni fa, questa serie sedimentaria è stata compressa da forze tettoniche, fagliata, piegata e sollevata a formare le dorsali montuose e collinari del nostro Appennino che così emergeva da questo antico oceano proto-mediterraneo che i geologi chiamano Tetide.

Le colline del terroir di Cupramontana si sono formate durante la parte finale di questo processo di sollevamento tettonico e deformazione strutturale in un periodo che è grosso modo quello del Pliocene inferiore, vale a dire circa 4-5 milioni di anni fa.

 

 

Estratto carta geologica d’Italia 1:100.000
ESTRATTO CARTA GEOLOGICA D’ITALIA 1:100.000

 

L’area gialla a est rappresenta formazioni argillose del Pliocene superiore (depositatesi circa 3 milioni di anni), l’area arancione dominante (P1) rappresenta le argille, le marne e le arenarie del Pliocene inferiore (depositatesi circa 5 milioni di anni fa); le aree rosa e marroni fra Cupramontana e Staffolo rappresentano invece formazioni risalenti al Miocene depositatesi tra i 23 e i 6 milioni di anni fa) principalmente costituite calcari più o meno marnosi, argille bituminose e gessi.

 

 

 

Sezione geologica del territorio di Cupramontana
SEZIONE GEOLOGICA DEL TERRITORIO DI CUPRAMONTANA FRA IL TORRENTE ESINANTE E IL MONTE FOLLONICA

 

La formazione geologica predominante è quindi quella delle Argille Azzurre (FAA), riscontrabile in gran parte dell’antico bacino padano-adriatico.

Bisogna, però, ricordare come questa formazione presenti una serie di litofacies (caratteristiche litho sedimentologiche) anche molto diverse fra loro, a seconda delle differenti modalità di sedimentazione.

Non solo: come si evince facilmente dalle carte geologiche, in realtà una vasta parte del terroir cuprense, in particolare tutto il versante che da San Michele e

Manciano volge verso Staffolo, presenta una successione geologica del tutto diversa, e più antica, risalente al Miocene e dominata dalla Formazione dello Schlier (SCH, ca. 16-7 milioni di anni fa) e dalla Formazione della Gessoso-Solfifera (GES, ca. 7-5 milioni di anni fa).

 

 

 CARTA DEI SUOLI 1/10.000

 

Carta dei Suoli in scala 1 su 10.000

 

Il proposito di costruire una “mappa dei suoli” per i vini di Cupramontana necessita di una analisi della carta geologica regionale 1:10.000 e soprattutto delle note illustrative alla carta 1:50.000 (Progetto CARG) dove è possibile individuare in modo più preciso la litologia dei terreni cuprensi nel tentativo di legarla alla qualità/ tipologia organolettica dei vini di Cupramontana.

 

PREVALENZA DI SABBIE E ARENARIA

FAA2 Argille arenacee

FAA2 Argille arenacee (a prevalenza di arenaria)

Si tratta di un suolo molto diffuso a Cupramontana, specie nelle contrade di San Michele (parte alta), Follonica, San Bartolomeo, Posserra, Salerna/Esinante, Morella. Vede una alternanza di argille e arenarie ma con rapporto a a favore delle areniti e con giunti di stratificazione sempre netti. Gli strati arenitici sono generalmente compatti, hanno uno spessore variabile da qualche decimetro ad alcuni metri, granulometria di norma medio-fine e colore grigio-giallastro; lo spessore degli intervalli pelitici è solitamente inferiore rispetto a quello degli strati arenitici, il loro colore è grigiastro e l’aspetto scagliettato. Si è notata, inoltre, la presenza diffusa di “cogoli” e vere e proprie bancate di arenarie (blocchi)

 

FAAb Arenarie conglomeratiche

FAAb Arenarie conglomeratiche

Suolo che affiora estesamente a Poggio San Marcello e Montecarotto. A Cupramontana occupa soprattutto le contrade di San Marco, Colmorino, Eremiti, Scheggia crinali alti, Pietrone, Alvareto ed in generale tutti i crinali più elevati. Costituito da corpi conglomeratici passanti lateralmente a corpi arenitico-conglomeratici e sabbiosi, di forma lenticolare e giacitura concordante. I singoli corpi ciottolosi si presentano, il più delle volte, con una base erosiva e si sviluppano con spessori variabili da alcuni decimetri a qualche metro e con estensioni laterali assai variabili. Localmente sono presenti intercalazioni arenitico-sabbiose epelitiche dello spessore di qualche decimetro.

PREVALENZA DI ARGILLE

FAe1 FAA2 Argille con quota di arenaria

FAe1 FAA2 Argille con quota di arenaria

Si trovano solo nelle zone di San Michele, Badia Colli – Bottignone e Follonica, sono principalmente argille di colore azzurrognolo alla frattura fresca e grigio chiaro all’alterazione, con intercalate torbiditi arenitiche di colore grigio-giallastro, in strati molto sottili e sottili, più raramente medi e spessi.

LAG1e Argille torbiditiche

LAG1e Argille torbiditiche

Nella zona di Colonara di Cupramontana (e in parte Follonica) si riscontra una successione torbiditica di spessore valutabile intorno a 20-30 m. Si tratta di peliti sterili, talora fetide, ricche di materiale micaceo, intercalate da strati di areniti fini talora gradate e laminate. Le areniti sono presenti in quantità subordinata rispetto alle peliti e, occasionalmente, raggiungono il metro di spessore. La presenza della Formazione della Laga è importante e indica l’attivazione di una fase di avanfossa, alimentata dalla catena appenninica in sollevamento. Nel Foglio Jesi i depositi di questa formazione rappresentano la terminazione nord-occidentale del più ampio Bacino della Laga che si estende verso meridione.

PREVALENZA DI MARNE

GES Argille marnose e gessi

GES Argille marnose e gessi

Questa formazione affiora estesamente nella struttura anticlinalica di Cupramontana-Staffolo dunque nelle contrade di San Michele (parte bassa), Spescia, Follonica (parte bassa), Colonara, Manciano (parte alta). La formazione è sostanzialmente costituita da un’alternanza di argille e argille marnose colore tabacco, marne tripolacee, argille scure bituminose, livelli di calcari evaporitici e rari gessi. Le litofacies della Formazione Gessoso-Solfifera, per quanto incomplete e ridotte di spessore e limitate, si collegano alla ben nota crisi di salinità riconosciuta in tutta l’area mediterranea.

 

SCH Marne e argille marnose

SCH Marne e argille marnose

Questa formazione è caratterizzata da calcari marnosi biancastri, in strati sottili, intercalati a prevalenti marne e marne argillose di colore grigiastro con stratificazione poco evidente. Si ritrova nelle contrade Colonara, Valle, Manciano, Carpaneto, Brecciole. Si tratta del suolo geologicamente più antico (da 13 a 7 milioni di anni fa). Le litofacies marnose e marnoso-argillose prevalgono in tutte le successioni e, ad esse, si associano litofacies marnoso-calcaree e calcareo- marnose (più frequenti nelle zone esterne) ed intercalazioni di calcareniti torbiditiche, che sono esclusive dei settori meridionali del bacino. Le litofacies marnose sono caratterizzate da una prevalente componente pelagica, costituita da foraminiferi planctonici ben conservati e da minerali argillosi.